Il lago di Martignano e l'acquedotto Alsietino
Il lago di Martignano - detto "Alsietinus" dai Romani - è stata fonte di approvvigionamento per Roma.
Augusto nel 2' a.C. fece realizzare l'acquedotto Alsietino.
L'acqua veniva fatta arrivare a Roma mediante un acquedotto lungo 33 km ovvero 22 miglia tramite un percorso sotterraneo e solo 358 passi allo scoperto per arrivare a Via Claudia alla statio di ad Careias per proseguire alle località di San Nicola e Porcareccia. In pratica l'Acquedotto Augusto chiamato poi Acquedotto Paolo.
L'acqua del lago di Martignano veniva usata prevalentemente per l'irrigazione e per la Naumachia di Augusto per giochi e battaglie in quanto non era considerata di buona qualità e veniva ritenuta acqua non potabile.
L'acquedotto Alsietino dopo poco più di un secolo venne tralasciato ed in parte utilizzato per la costruzione del nuovo acquedotto di Traiano del 109 d.C. e successivamente ripristinato nel Rinascimento e intorno al 1612 con papa Paolo V Borghese - Acqua Paola - Acquedotto Paolo - che agevolò l'approvvigionamento idrico al Gianicolo - "Fontanone del Gianicolo", nel rione di Trastevere, a via Giulia, al Vaticano e a Piazza San Pietro con l'acqua del lago di Martignano e anche con l'acqua del lago di Bracciano.
Nel 1828 la Presidenza delle Acque e delle strade fece congiungere con un traforo il lago di Martignano con il lago di Bracciano con l'intento di rendere più efficiente l'acquedotto Paolo causando un forte calo di circa 12 metri del livello del Lago di Martignano.
Attualmente l'imbocco del canale emissario si trova a 12 metri al di sopra del livello del lago e, contemporaneamente, una villa Romana è quasi riemersa totalmente trovandosi ad appena 2 metri di profondità nel lago di Martignano.
L'acquedotto Alsietino di epoca romana subisce quindi varie trasformazioni: Dalla costruzione effettuata dall'Imperatore Augusto a quella fatta dall'Imperatore Traiano e dopo circa 1500 anni nel 1612 l'acquedotto Alsietino prende il nome di Acquedotto Paolo grazie ai lavori fatti eseguire da Papa Paolo V Borghese sempre per portare l'acqua nei vari Rioni di Roma: Carlo Maderno e Giovanni Fontana concepiscono il progetto dell'Acquedotto Paolo come rifornimento di acqua per il lato destro del fiume Tevere a Roma dalla parte di Trastevere.
